I terribili paradossi e l’impavido eroe

La tanto agguerrita battaglia elettorale si è conclusa proclamando Presidente della Regione Rosario Crocetta, ex Sindaco di Gela, che per tanti anni si è battuto contro la mafia. “Mafia”, una parola, che che nel corso della sua storia ha assunto forme ideologiche, il cui pensiero trova una corrispondenza nella filosofia partitica. Un concetto che, nella sua terribile manifestazione, mostra caratteri contradditori e paradossali, limitandone la sua onnipotenza. Nelle ultime elezioni in Sicilia  ha perso addirittura il suo splendore estetico, finendo per confondersi con ideali opposti, nella proposizione di nominativi, i quali, dietro quel perbenismo manifesto  mostrato nella pubbliche affissioni, nascondevano uno storico di crimini e malefatte. Fatti rimossi dalla loro coscienza, diventati tabù impronunciabili pari a quella parola che per sempre  rimarrà per nella coscienza tedesca. Per ovviare questo problema, utilizzavano modi eufemici per divulgare i propri messaggi, attraverso i tradizionali canali di “comunicazione” e talvolta, sull’esempio del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nell’affidarsi imprudentemente a famosi strumenti informatici, i cosiddetti “Gogol media”, sperando di ottenere il tanto ricercato riscontro. Ma in uno un giorno d’ottobre, un impavido personaggio attraversa a nuoto lo stretto di Messina, con grande coraggio e determinazione giunge in Sicilia e viene accolto da una folla di curiosi  e sostenitori. Quell’uomo, dal viso simpatico,  atteggiamenti autoironici, con una propensione alla satira politica, che molti definiscono comicità, ha addirittura fondando un movimento civico chiamato “5 Stelle”, attivo da diversi anni in varie parti d’Italia. Avvalendosi di un gruppo di valorosi seguaci, esplora la Sicilia in lungo e in largo e facendo uso di mezzi trasporto più disparati, compresa la ferrovia ottocentesca, divulga il suo verbo per le piazze e luoghi dei paesi. Con impegno e stacanovismo, si presenta al popolo nei suoi abiti più semplici, jeans e maglietta, mediante mezzi di diffusione sistemati all’occorrenza, riempie le piazze di gente. Nel frattempo, altri intrepidi paladini dal carattere più borghese e forma mentis politica, sostenuti dagli storici e imponenti media tradizionali, si muovono sul territorio con l’intento di raccogliere consensi e appoggi, affermando di avere a cuore certi ideali e progetti per l’interesse della comunità. Ma contrariamente a quanto viene diffuso, le loro piazze non sono così gremite, spesso fanno uso di  ambienti di ristorazione per diffondere il loro sapere. A sostegno del temerario eroe invece, sopraggiunto il gruppo di informatici, che attraverso l’uso di apparecchiature mobili, strumenti fotografici, videocamere, catturano ogni istante visivo nelle sue pubbliche manifestazioni. Anche se il governo-monarca teme l’uso “improprio” di questi mezzi, limitandone le potenzialità assoggettandoli a costi elevati, ma non riesce a  impedirne l’utilità. Il tutto converge in un sistema di CSM, comunemente chiamato WordPress, uno strumento gratuito a disposizione di tutti, un serbatoio di raccolta idee e progetti, provenienti dal popolo. Sono temi di vario tipo, alcuni toccano l’economia degli stipendi, altri invece la speculazione sui trasporti, dove compagnie dai colori brillanti, si affacciano sul territorio siciliano, proponendo tratte a prezzi pari a quelli  di voli intercontinentali. Nonostante accordi stipulati con la comunità europea sulla circolazione di beni e servizi, grandi assenti da questa speculazione, sono gli irlandesi, che a causa di un misterioso sortilegio, sono  privati della possibilità di poter inviare il loro primo soldato  chiamato “Ryan”,  nel territorio di Catania. Ma la Sicilia sembra essere una terra fertile di arte e cultura, talenti anonimi indipendenti e personalità dinamiche si muovono sul territorio,  creano iniziative di vario tipo che  fanno paura ai media nazionali e alle storiche istituzioni. Quest’ultime  hanno  trovato nella cultura lo strumento ideale per una fiorente attività di lucro e allo stesso tempo, una soluzione al problema dell’ esuberante numero di vassalli che si trova alle loro dipendenze. A questi, i “Sovrani” ha dato la possibilità di insediarsi all’interno delle nuove strutture facendo in modo che diventassero i loro salotti per amministrare  qualcosa a che fare con l’arte,  ma che in realtà non se ne ha la piena consapevolezza visto che non se ne  possiede  la competenza adeguata. Un concetto che avrebbe fatto inorridire Bergman, Maestro di pensieri  e complesse filosofie. Queste fantomatiche istituzioni dai nomi sempre più affascinanti dovrebbero gestire fondi provenienti dai palazzi europei con l’intento di creare realtà produttive ma spesso, falliscono nel loro obiettivo e innescano quel famoso sistema, riassunto nella frase : “qui in Sicilia è tutto bloccato”. A volte però, preferiscono dare spazio e importanza a quelle ricche imprese provenienti dal centro Italia che fanno della “mafia”, la base per poter creare storie e serie televisive di sicuro successo. A queste, le istituzioni si schiavizzano, offrono supporti comunicativi ed economici, senza curarsi invece  di quelle realtà che valorizzano il talento indipendente, capaci da sole e con poco, di  riunire grandi personaggi dello spettacolo e nello stesso tempo, raccogliere fondi per iniziative sociali che onorano la memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Tutto ciò fa parte di un’ideologia ormai consolidata che si manifesta in più settori e ambienti, compreso quello mediatico, dove anche lì, l’etica giornalistica si confonde con l’ignoranza e clientelismo, laddove l’articolo 21 ne stabilisce la libertà di espressione e di informazione, altri ne limitano tale diritto, esercitando poteri di giudizio in contrapposizione con la stessa norma, vietando la manifestazione del proprio pensiero e procedendo agli arresti se è necessario (vedi il caso Sallusti), dimenticando altresì, che il lavoro del giornalista si svolge anche attraverso indagini e inchieste che talvolta hanno la stessa equivalenza di quelle svolte dalle forze dell”ordine, un dovere d’informazione per il quale, spesso si  finisce ammazzati (vedi Pippo Fava, Mino Pecorelli, Giancarlo Siani). La persistenza di un ordine denominato “Albo” che tutela la categoria e ne autorizza uno sfruttamento al di sotto della decenza professionale, limita  l’esercizio dell’informazione a pochi e marginalizza   il lavoro  del freelance e della stampa online. Spesso sono le stesse testate riconosciute a trarre dalle fonti del web, gli elementi essenziali   per la redazione dei loro articoli.  Vi sono poi,  storici quotidiani che si nutrono di fatti di cronaca nera, facendo degli stessi, i punti  di forza delle loro pagine; in alcuni casi, invece, parlano di personaggi dello spettacolo che appartengono al circuito del mainstream  o che hanno trovato nell’Italia il luogo ideale per manifestazione di gossip con intenti opportunistici. Fatti  che ormai riflettono, in modo sfacciato, una bassezza e mediocrità culturale che investe il popolo senza pietà, portando su grandi schermi e tv satellitari, prodotti amatoriali di una demenza inaudita, diretti da qualunquisti che trovano il consenso e appoggi economici in Istituzioni riconosciute, le quali con coraggio, appongono i  sigillo di qualità definendoli “film di interesse culturale”. Un popolo strano quello italiano, che occupa, denuncia, lotta, ma intanto c’è sempre qualcuno che riesce  ad approfittarsi di ogni situazione. 1) E’ caso di quei famosi paradossi culturali, creati da festival di una certa notorietà, dove anzichè agevolare le proprie categorie professionali, ci speculano sopra, applicando alti costi per gli accrediti o ancora,  i famosi mercati d’incontro tra autori e produttori, i vari concorsi artistici, la cui partecipazione è soggetta al pagamento di   una quota di iscrizione, definita “spesa amministrativa”. 2) Esistono i paradossi economici, quelle dei Comuni italiani, il cui 90% dichiara di essere senza denaro, nonostante i contributi che ogni anno ricevano da parte del Governo Europeo. A questo proposito è  opportuno sapere che,  a causa della mancanza di figure competenti, il più delle volte questi fondi rimangono inutilizzati o finiscono nelle tasche di chissà chi. Le soluzioni per far fronte a tali problemi possono essere diverse, come  per esempio, la costituzione di un organo interno di specialisti del settore oppure l’affidamento a società di consulenza competenti in materia che si occupa di sviluppare le  pratiche necessarie. 3) Ci  sono poi i paradossi legali, violazione di leggi e normative, senza che mai nessuna autorità intervenga. E’ quello che accade per le barriere architettoniche per quali, esiste da diversi anni,  una legge che ne obbliga l’abbattimento e la piena accessibilità nelle strutture di nuova costituzione.  Spesso, quest’ultime riescono  facilmente ad ottenere l’autorizzazione di agibilità,  probabilmente dietro un qualche accordo con dirigenti comunali senza scrupoli. Un comportamento che ricade nell’immagine della stessa istituzione Municipale, che si rende complice di un crimine. Infatti, se la violazione “classica” di una norma  di legge si chiama “reato” e come tale perseguito, anche questa dovrebbe essere disciplinata allo stesso modo, ma pare che su questo punto, ci siano “difficoltà” interpretative. 4) Esistono i paradossi strutturali, come quelli degli  stadi calcistici (vedi Catania), dove la prefettura ha stabilito un numero massimo di 50 posti per disabili su una capienza di 15.000 persone, una misura improponibile e fuori da ogni logica; è  assurdo poter pensare che  in una provincia vi sia un numero così basso  di soggetti con questo tipo di problemi. E ancora, multisale cinematografiche (vedi Ragusa e Catania), dove  i grandi  geni della architettura italiana hanno strutturato lo spazio per disabili a pochi metri dallo schermo. A nulla sono valsi i tentativi di denunciare la cosa. 5)  Infine, vi sono i paradossi politici quelli che, prima deridevano e denigravano gli ideali del Movimento  5 Stelle e poi, di fronte al risultato elettorale, si proclamano vicini alle loro idee e pensieri. C’è qualcuno che definisce Rosario Crocetta  il “Barack siciliano” per la strategia mediatica attuata, considerandola “determinate” ai fini del successo elettorale, beh un affermazione un pò eccessiva visto che,  secondo quanto riportato dai dati youtube,   il video su “Beppe Grillo“, realizzato dal sottoscritto, ha prodotto  1000 visite nei 6 giorni precedenti all’elezioni, con una media di 130 utenti giornalieri e una partecipazione attiva dell’ 80%  che ha probabilmente contribuito al successo elettorale, dimostrato anche dal risultato ottenuto a Vizzini, 500 voti su 2500 votanti, allora  mi domando se si può davvero considerare vincente la strategia attuata dal Partito del Neo Presidente Siciliano,  rispetto a quella svolta dal comico Grillo e degli altri concorrenti?  E’ importante il ruolo dei social media nell’ambito della comunicazione politica ma è chiaro che per vincere, occorre sempre avere un numero considerevole di voti e per ottenerli si adottano stratagemmi su più fronti. Tornando all’impavido eroe, le sue geste hanno ottenuto il risultato sperato, il popolo sembra essere disposto al cambiamento, rendersi partecipe e propositivo verso una nuova frontiera culturale e sociale, senza paura di manifestare i propri diritti, che lotta con coraggio e determinazione, pel fare della Sicilia la terra delle possibilità e opportunità. Una rivoluzione che attraversa tutti, grandi e piccoli centri, come quello di Vizzini, dove i pochi attivisti, Massimo Consolino, Elio Romeo, Damiano Gissara, Giovanna Russo, Marta Romeo, Demetrio Pinna, Eriberto Muscoso, Vito Garra, Gaetano Frazzetto, il sottoscritto, Lorenzo Muscoso e tutte le loro famiglie, hanno contributo a portare al movimento, 500 voti su 2500 votanti, senza l’ausilio di budget economici, sostegno della stampa, di merchandising pubblicitario, di manifesti etc, ma solo attraverso i propri sforzi,  mediante Internet, youtube, i social network, mezzi che fino ad oggi, non hanno ancora privato o censurato. Siamo giunti alla fine di questa storia, tra leggera ironia ed epica feudale, dove in omaggio a Sergio Leone, si è scelto di non nominare i personaggi, ma  laddove nei suoi famosi film,  i ritmo emotivo veniva scandito dalle partiture musicali del Maestro Ennio Morricone, qui la celebrazione avviene per opera del duo Supa e Dj Nais con l’Inno “Ognuno vale Uno”. Mi auguro che l’alleanza tra il Presidente Rosario Crocetta il Movimento 5 Stelle, possa portare i suoi frutti al popolo siciliano ed essere d’esempio per altre regioni italiane e contribure, allo stesso tempo, al cambiamento non solo del suo popolo, ma anche di chi lo govera.

Visto che il mondo del cinema scopiazza un pò ovunque, corro ai ripari registrando la proprietà del mio scritto, non si sa mai….:)

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